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12 marzo 2011

La Forza Vitale -> un Bene inesauribile

“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.” A. Einstein

La Forza vitale

Che cos’è l’energia, la forza vitale? L’energia è la “forza che muove”. Nell’essere umano dove risiede la fonte di questa energia?

Se osserviamo i bambini quando possono esprimersi in libertà, ci meravigliamo che in loro questa fonte è inesauribile. Perché spesso i bambini non sentono stanchezza? Perché non si risparmiano con l’intento di dosare le energie per un ipotetico “dopo”? È  probabile che loro sentano un ricarico costante di energie vitali mentre si esprimono, piuttosto che un consumo. E quando arriva la sera, semplicemente crollano perché è il loro corpo che è spossato.

In realtà, anche noi adulti abbiamo la stessa quantità e qualità di energia dei nostri bambini solo che crescendo e a causa dei condizionamenti sociali che riceviamo ne perdiamo la consapevolezza. Rifletti sui momenti della tua vita in cui sei stato particolarmente carico e vitale. Che cosa accadeva nella tua vita in quel periodo? Che cosa ti faceva alzare dal letto riposato e non avere sonno prima di sentirti stanco a livello corporeo?

Qual è allora la fonte della vitalità dentro di noi?

Possiamo ben osservare che nella nostra società basata prevalentemente sulla performance, l’energia che usiamo è quella della mente, della volontà razionale, che si muove verso un fine, verso un obiettivo che vogliamo raggiungere. A volte siamo anche spinti da una carica emotiva che nasce dalle paure, per esempio, stringiamo i denti e lavoriamo tanto per terminare il pagamento del mutuo di una casa; ci siamo dati l’obiettivo di laurearci anche se la facoltà che abbiamo scelto non ci interessa più; dobbiamo essere dei genitori e dei coniugi perfetti e metterci in secondo piano per essere all’altezza delle nostre aspettative e, forse, un giorno, ricevere una medaglia al valore che magari non arriverà mai. Per raggiungere qualunque tipo di obiettivo all’infuori di noi, usiamo l’energia dello sforzo, l’energia della mente. Questo tipo di energia dà, apparentemente, una grande energia ma inevitabilmente ci esaurisce e non si ricarica.

Invece, l’energia che nasce da uno stato di pace e che ha la particolarità di essere inesauribile, risiede altrove. Questa forza possiamo chiamarla motivazione, per renderla pratica alla nostra osservazione. Se c’è la motivazione vera, tutte le cellule del corpo, come uno stormo di uccelli, si dirigono nella stessa direzione. E non si tratta della motivazione che ci spinge verso un obiettivo fuori di noi. Si tratta della motivazione profonda (dell’Anima, del Sé) che fa produrre energia: l’energia è movimento, ovvero calore; il calore è la passione ed è la passione che genera il processo creativo.

Motivazione. Passione. Creatività. Tutto ciò è funzionale e perfetto alla libertà della persona e del proprio essere, a meno che non subentrino i condizionamenti che generano degli ingorghi energetici.

Quindi, se l’energia è la motivazione, è fondamentale chiedersi: da dove proviene tale motivazione? Dalla mente, dalle emozioni oppure da qualche altra parte? La motivazione che arriva dalle emozioni e dalla mente è sempre un input derivante dal mondo esterno. Esiste, tuttavia, un’energia sottile, delicata la cui fonte risiede in noi: è l’energia vitale, il Sentimento. La motivazione profonda è il sentimento, l’energia che anima e vivifica l’individuo e permette il processo di individuazione ed autoaffermazione. Le azioni che nascono dal sentimento sono quelle che ci portano alla realizzazione del nostro progetto di vita, il cui compiere non avviene con la fatica, ma provoca gioia e gratificazione profonda. Molte mitologie, nonché la Bibbia, parlano del matrimonio con se stessi; unire il nostro profondo sentire con le nostre azioni, senza dimenticare che il “come realizzarlo” viene deciso dal principio Padre, che corrisponde ai valori quali: disciplina, rispetto, fattibilità, analisi, logica, conoscenza e raziocinio. La forza vitale potremmo anche chiamarla autenticità o responsabilità (nel senso di essere liberi e autonomi) di scegliere le nostre esperienze e di essere noi stessi. La consapevolezza, invece, è la comprensione profonda della motivazione (sentimento/ passione) per la quale si agisce.

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