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28 maggio 2010

Quando guidi o stai per strada fai attenzione, BASTA UN ATTIMO!

Prima di iniziare a leggere, ti invito a guardare questo video (clicca su Incidenti Stradali).

Video shock

Gli incidenti stradali rappresentano, in Italia e non solo, un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica a causa dell’alto numero di morti e di invalidi permanenti e temporanei. Agli enormi costi sociali e umani, si aggiungono, quindi, anche elevati costi economici, che rendono la questione della sicurezza stradale un argomento di enorme importanza per i dipartimenti di prevenzione e i sistemi sanitari di tutti i Paesi.
Per combattere l’impatto derivante dagli incidenti stradali, attualmente, la parola chiave è prevenzione. Affinché i programmi di prevenzione possano essere efficaci è necessario innanzitutto informare tutti gli attori coinvolti, dagli operatori sanitari alle autoscuole, dalle famiglie alle scuole, per favorire la consapevolezza dei rischi derivanti da comportamenti sbagliati e per mettere a punto azioni preventive coordinate e attuabili. Il programma della sicurezza stradale,  invece, prevede alcuni settori di intervento principali come: incoraggiare gli utenti della strada ad assumere un comportamento più responsabile, rendere i veicoli più sicuri grazie a innovazioni tecnologiche, migliorare le infrastrutture stradali attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Premesso ciò, l’incipit del presente articolo è informare e contemporaneamente sensibilizzare. Pertanto, al fine di perseguire tale obiettivo, ho voluto mostrarti un breve filmato, sempre per lo stesso principio illustrato nella precedente sezione. Come la narrazione, anche la visione di un film è in grado di innescare i potenti processi identificativi. L’identificazione intesa come il “mettersi nei panni” della persona o della situazione.
Per quanto mi riguarda, la visione di questo cortometraggio mi ha lasciata basita e mi ha suscitato emozioni molto intense: intanto, dolore per il modo in cui certe vite possono essere stroncate nel pieno della loro esistenza “come rami che si spezzano”;  e poi un’immensa rabbia nel constatare con quanta superficialità possiamo porre fine al bene più prezioso: la Vita. Inoltre, mi ha consentito di rafforzare la consapevolezza del mio “essere viva”, del mio desiderio di gustarmi ogni istante, ogni momento della mia esistenza, della mia voglia di vivere e della mia volontà di preservare, per quanto mi è possibile, tutto ciò.
Nel filmato abbiamo visto situazioni diverse che possono mettere a rischio, per superficialità e/o distrazione, la propria vita e quella degli altri. La grande maggioranza degli incidenti gravi e di quelli mortali sono, però, dovuti anche ad una serie di comportamenti scorretti, principalmente eccesso di velocità, guida pericolosa, mancato rispetto della precedenza o della distanza di sicurezza, assunzione di alcol e sostanze stupefacenti.
Tra i fattori di rischio legati allo stato del conducente si possono classificare quattro categorie particolarmente rilevanti poiché possono alterare lo stato di attenzione e di concentrazione del guidatore.
• Alcol: è il fattore più rilevante nel caso di incidenti stradali gravi o mortali; il rischio di incidenti aumenta, in modo esponenziale, quando la concentrazione di alcol nel sangue raggiunge i 50 mg/100 ml. Inoltre, a parità di alcol ingerito, il rischio aumenta al diminuire dell’età del conducente e quanto minore è la frequenza di consumo abituale di sostanze alcoliche.
• Stupefacenti: l’assunzione di sostanze come allucinogeni, anfetamine, cannabinoidi, cocaina, estasi, inalanti e oppiacei comporta un notevole aumento del rischio di incidente, specialmente se accompagnata dal consumo di alcol.
• Farmaci: i medicinali che possono interferire con la guida sono numerosi e largamente utilizzati, come per esempio sedativi, ipnotici, tranquillanti, antidepressivi, anestetici, antistaminici, farmaci cardiovascolari, diuretici, ormoni, antidiabetici, antipertensivi. I rischi rilevati non sono generalmente troppo elevati, ma è comunque utile che il paziente sia messo in guardia dal medico sui possibili effetti dei farmaci che assume.
• Malattie: epilessia, diabete, malattie cardiovascolari, problemi di vista, disturbi del sonno, problemi cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti mortali.
Ora, per ritornare al breve filmato, molti potrebbero contestarmi per averli sottoposti alla visione di immagini così violente, però a queste persone direi che solo attraverso la conoscenza reale e l’informazione adeguata possiamo prevenire gli incidenti stradali e fare in modo che ciascuno di noi possa assumere una guida più consapevole e responsabile. Il proteggersi da certe scene, a volte, può essere interpretato come un non voler prendere consapevolezza del problema. Ritengo che la prevenzione primaria sugli incidenti stradali, ossia l’insieme delle azioni finalizzate ad impedirne o ridurne il rischio e la probabilità che si verifichino, sia più efficace se si dà l’opportunità di toccare con mano, di percepire i propri pensieri e le proprie sensazioni di fronte a tale problema. Secondo me, solo in questo modo possiamo essere sensibilizzati, altrimenti è mera informazione.
Le scene, molto cruenti, la musica di sottofondo hanno un forte potere evocativo che non possono non farci pensare e riflettere. Chi non è a contatto con realtà di questo genere non immagina quali possano essere le sensazioni e le emozioni che si provano nel vedere o nell’essere protagonisti di scenari ai quali abbiamo assistito nel filmato. Oggi ne hai avuto una piccolissima dimostrazione. Ed è questo l’obbiettivo al quale miravo.
Scene molto più cruenti e devastanti, in quanto reali, sono invece quelle alle quali si sottopongono e con le quali si confrontano ogni giorno gli operatori sanitari, le forze dell’ordine tutte, i vigili del fuoco e gli operatori della protezione civile e di fronte alle quali ogni volta, nonostante l’esperienza, riferiscono di provare sempre un forte sconcerto.
Pensi che la lettura di un convenzionale articolo sugli incidenti o sulla donazione degli organi avrebbe sortito in te lo stesso effetto?  Se la risposta è negativa, allora: obiettivo raggiunto!

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