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30 maggio 2011

Come Aumentare L’Autocontrollo

“La rabbia spegne la luce della ragione. Nell’esaminare una questione importante si dovrebbe essere sereni, pacati e calmi”.

(Robert Green Ingersoll)

Quando nel cuore infuria la tempesta, fermati e aspetta il ritorno del sole!

Oggi come oggi e soprattutto nelle società occidentali, è piuttosto difficile parlare di autocontrollo. Spesso assistiamo a scene nelle quali basta una sciocchezza per osservare la gente dare in escandescenze e perdere davvero il controllo fino a manifestare scoppi improvvisi di rabbia. La calma, come direbbe mia nonna, è ormai una virtù d’altri tempi. È vero che le emozioni sono l’essenza delle esperienze umane e senza la capacità di emozionarsi, la vita non avrebbe né calore né spessore, però è altrettanto vero che le emozioni senza controllo sono come cavalli senza briglie: non riescono a condurci in nessun luogo da noi desiderato e possono addirittura farci correre gravi rischi. Infatti, raggiungere l’autocontrollo significa essere capaci di poter “scegliere” come comportarsi nelle varie circostanze anziché divenire preda dei propri impulsi ed emozioni. Un individuo dotato di autocontrollo è in grado, in una situazione che suscita in lui forti emozioni, di fermarsi e di valutare le conseguenze dei comportamenti che vorrebbe mettere in atto in quel momento; dopodiché deciderà come agire. È evidente come questa capacità costituisca una risorsa fondamentale nella vita di ogni persona. Innanzitutto evita di “mettersi nei guai” ogni qual volta ci sentiamo in collera per qualcosa – pensiamo a quante volte avremmo dovuto pagare delle gravi conseguenze se avessimo agito seguendo soltanto l’impulso del momento – e poi semplicemente ci permette di convivere in maniera serena con altre persone, ci consente di stabilire e mantenere dei legami, che altrimenti potrebbero andare distrutti ogni qualvolta qualcosa nella relazione ci arrechi disturbo.

Come potenziare allora l’autocontrollo proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno? Ovviamente ci sono delle strategie che possono potenziare questa eccezionale qualità, ma le tecniche e i metodi non sono sufficienti occorre un’educazione al controllo di sé e alla calma. Il primo modo in cui possiamo insegnare l’autocontrollo alle nuove generazioni è con l’esempio. Se noi stessi siamo in grado di non dare in escandescenze anche nelle situazioni più difficili, se riusciamo a fare una pausa e riusciamo a soffermarci sulle conseguenze che certi nostri comportamenti possono avere sull’ambiente, metà del lavoro è fatto. Se un individuo, nel suo ambiente familiare, ha appreso attraverso l’esempio ad auto-controllarsi, sarà in grado in qualsiasi situazione, critica o meno, di fermarsi prima di agire e di pensare a ciò che sta per fare. Premesso che l’autocontrollo è una risorsa che si apprende per modellamento (per imitazione), esistono comunque delle strategie che possono potenziarne gli effetti. Eccole illustrate qui di seguito:

  1. IL RILASSAMENTO. È un allenamento mentale straordinario che una volta appreso serve a recuperare energie, alleviare tensioni e migliorare l’autocontrollo. Se riusciamo a coltivarla con costanza possiamo ritrovarci tra le mani uno strumento di benessere veramente efficace.
  2. LA RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE. Anche respirare con la cognizione di farlo influenza positivamente l’autocontrollo. Il respiro è strettamente connesso con lo stato mentale. Quando la nostra mente è agitata anche la respirazione è disturbata, mentre se la mente è calma lo è anche il tuo modo di respirare. Fare due o tre volte al giorno esercizi di respirazione consapevole (o profonda, o addominale) genera una sorprendente capacità di autocontrollo oltre ad essere una sana abitudine.
  3. LA CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA. Imparare a riconoscere le emozioni, a modularle e a guidarle in senso costruttivo è fondamentale per l’autocontrollo. Ciò non significa che dobbiamo soffocare le nostre emozioni, cosa del resto impossibile, bensì essere capaci di controllarle ed esprimerle in modo appropriato. Ogni volta che viviamo un’emozione, cerchiamo di identificarla con il giusto nome (rabbia, paura, tristezza, gioia, …), di valutarne l’intensità e di prendere consapevolezza delle nostre modalità di reazione (per esempio, se sentiamo la rabbia, come reagiamo? Come la manifestiamo? Implodiamo? Alziamo la voce? Arrossiamo? Stringiamo i pugni? …). È importante che ciascuno di noi riconosca quando un’emozione è inadeguata. Le emozioni senza controllo sono come dei vascelli senza timone: ci portano alla deriva.

Le emozioni hanno una funzione ben precisa nel mantenimento dell’equilibrio, non sono mai inutili, ma in certe circostanze possono essere controproducenti, in particolare quando sono sproporzionate rispetto allo stimolo che le ha generate (elevata intensità, durata eccessiva), oppure si ripercuotono in modo esagerato sulle nostre attività e sulle nostre relazioni. In questi casi ci dobbiamo impegnare, in primo luogo, a prevenirle, riconoscendo ed evitando le cause scatenanti, mentre in seconda battuta dobbiamo addestrarci a contenerle, frenandone gli eccessi nei limiti dell’accettabilità. A questo riguardo ci può aiutare un semplice esercizio: prima di reagire, quando ci assale un’emozione, contiamo fino a tre, facciamo un profondo respiro e pensiamo alla parola “autocontrollo”.

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