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2 ottobre 2010

Accettiamo noi stessi

Accettiamo noi stessi

 

“L’autostima non può essere costruita dall’oggi al domani. Ogni cosa ha bisogno di tempo. Se continuerai a fare sforzi coraggiosi giorno dopo giorno, alla fine acquisterai fiducia”.

Daisaku Ikeda, da “La nuova rivoluzione umana”

La condizione basilare per riuscire a vivere secondo la nostra vera natura è quella di avere stima si sé. Per questo, dobbiamo prima di tutto accettarci e volerci bene. Ma che cosa vuol dire in realtà? Innanzi tutto, accettare e prendere consapevolezza che siamo esseri umani e come tali non possiamo essere perfetti. Ciononostante, è importante ricordare che:

Siamo unici e perfetti nella nostra imperfezione

È come se ognuno di noi fosse uno dei tanti tasselli che compongono un grande puzzle. Ogni parte è unica e necessaria alla costruzione del tutto e la sua forma non può essere un cerchio perfetto, perché se così fosse non si incastrerebbe con gli altri pezzi. Diventa perciò estremamente importante che ognuno di noi riempia perfettamente la propria forma, anche se imperfetta, per permettere anche agli altri di modellarsi nella loro, al fine di formare il puzzle intero. Ogni individuo, essendo unico, non può assomigliare ad un modello o essere paragonato a un’altra persona. Nel senso opposto, non potrà neppure fondersi e annullarsi, perdendo la sua identità, in un gruppo. L’idea della singolarità e quella “dell’imperfezione imperfetta” è difficile da accettare da un gran numero di persone. Nel voler assomigliare a qualcuno, abbiamo forse l’illusione di avvicinarci alla nostra idea di perfezione… sfortunatamente (o fortunatamente?) l’idea di perfezione rimane esclusivamente nel mondo delle idee. Risulta impossibile stabilire in assoluto se siamo molto o poco intelligenti, sensibili, socievoli o capaci. Rispetto a chi? Secondo quali criteri? I parametri cambiano a seconda di chi li formula, della cultura e dell’epoca in cui viviamo. Per progredire nel cammino della vita occorre anche amare se stessi, ovvero accettarsi incondizionatamente per ciò che si è. Individuare quali sono i nostri punti forti e quelli deboli, le nostre potenzialità e aspirazioni, liberi da ogni paragone, ci aiuta ad avvicinarci a essere quello che veramente siamo.

Avviamoci alla nostra vera natura,

a ciò che veramente siamo

e non a ciò che sono gli altri.

Essere in contatto con i desideri più profondi presenti in noi ci porta ad essere in accordo con gli altri e sereni con noi stessi. I punti di riferimento sono all’interno di ogni individuo, perché nessuna ricchezza esterna può portarci equilibrio e armonia se non abbiamo prima imparato a comprendere e accettare la nostra natura. Quando riusciamo a essere noi stessi, arriviamo allora a fare le cose che amiamo con le persone che ci sono care. A prima vista queste idee possono sembrare banali e facili da realizzare, ma in realtà si tratta di un’impresa difficoltosa, visto che pochi riescono a metterla in pratica. È così difficile ascoltare il proprio cuore?

Eppure quando viviamo seguendo la via del cuore, la gioia è presente dentro di noi.

La gioia è in ogni cosa, sta a noi scoprirla. Confucio

Sta ad ognuno di noi, una volta liberati dai modelli culturali e sociali imposti, trovare il sentiero che la vita stessa traccia appositamente per noi, per esprimerci pienamente e serenamente. Ciononostante, la nostra cultura può complicare e rendere difficile il rapporto con noi stessi, perché ci spinge ad essere diversi da quello che siamo in realtà. Ci porta a non essere mai soddisfatti del nostro aspetto fisico e/o mentale e a correggerci per essere più magri, più giovani, più sportivi, più informati, più alla moda per arrivare a identificarci con i modelli di riferimento che ci vengono proposti. Il vero coraggio dell’uomo moderno è comprendere veramente chi è e dove sta andando.

Ecco cosa insegna il Dalai Lama, premio Nobel per la pace:

“Metto al primo posto la pace della mente: se la vostra mente è in pace, la salute seguirà; gli esseri in pace attirano i buoni amici e un atteggiamento felice attira generalmente il denaro. In ogni caso, colui o colei che possiede la pace nella mente userà il denaro in modo corretto… Una mente sana, che funziona in modo positivo, è tutto. Osservate però cosa succede quando si invertono le priorità: si è mai vista una persona ricca con una salute non buona, senza pace interna e senza amici, poter essere felice? Ciò mi sembra impossibile.”

Imparare a riconoscere noi stessi ci dà la possibilità di accettare la realtà che ci circonda. La prima tappa nella conoscenza di sé, è la consapevolezza di quelli che sono i punti forti e i punti deboli che ci caratterizzano. Tutte le esperienze che viviamo sono necessarie per capire gli aspetti della nostra persona e metterci in contatto con la nostra vera natura. Accettare noi stessi significa anche e soprattutto accogliere l’idea di cambiare, di evolvere e di vivere “molteplici nascite” per migliorare noi stessi. Panta rei, tutto è in movimento, tutto cambia e gli avvenimenti sono un susseguirsi di morti e di rinascite. Non vi è nulla che duri perennemente nella vita, ogni esperienza nasce e termina e non possiamo ostacolare questo movimento. Nel corso della vita cambiamo in continuazione. Oggi non siamo più quelli che eravamo ieri, persino il nostro modo di pensare, così come il nostro universo affettivo mutano senza sosta, anche se ce ne accorgiamo soltanto in certi momenti. Per capirlo basta constatare che oggi, pur dinnanzi al medesimo avvenimento, la nostra reazione non è più quella che avremmo avuto in passato.

Normalmente diciamo che maturiamo o che invecchiamo;

 in realtà cambiamo e basta.

Ogni evoluzione è un momento importante della nostra vita che occorre accogliere e assecondare. Coloro che resistono al cambiamento vanno contro corrente, sprecando e disperdendo in questo modo molte energie inutilmente, perché nulla può fermare il corso della vita.

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