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Ultimi articoli

18
ott

Un nuovo importante traguardo !

Il 15 ottobre 2015 è una data che passerà alla storia perché dopo 10 anni di impervio lavoro finalmente il Primo Soccorso entra nella scuola italiana con la Legge 13 luglio 2015, N. 107 sulla Buona Scuola.

<<Una svolta culturale nella sanità – ha detto il Presidente del Senato Pietro Grasso – partita da Taranto. Diamo a Taranto questo primato; non sia solo la città conosciuta per l’Ilva, ma anche per questa bella iniziativa>>.

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2
giu

Convegno “Per un nuovo umanesimo”

30 maggio 2014, u.s. Taranto Hotel Delfino.

Le slide presentate, durante l’intervento della Prof.ssa Italia Amati:

SAPERI UTILI v2.2

 

24
mar

IL FASCINO DE “LA GRANDE BELLEZZA” DI PAOLO SORRENTINO – UNA RECENSIONE

“La frivolezza è quindi l’antidoto più efficace al male di essere ciò che si è: grazie a essa noi inganniamo la gente e dissimuliamo la sconvenienza delle nostre profondità. Senza i suoi artifici, come non vergognarsi di avere un’anima?” 

Emil Cioran, Sommario di decomposizione

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5
set

La solitudine e le sue sfumature

“Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. La nostra civiltà ci ha così coinvolti negli aspetti esteriori della vita, che poco ci rendiamo conto di questo bisogno, eppure la possibilità che offre, per una completa realizzazione individuale, sono state messe in rilievo dalle filosofie e dalle religioni di tutti i tempi. Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori, ed anzi, l’incapacità di una solitudine costruttiva è per se stessa un segno di nevrosi. Il desiderio di star soli è un sintomo di distacco nevrotico soltanto quando l’associarsi alla gente richiede uno sforzo insopportabile, per evitare il quale la solitudine diviene l’unico mezzo valido”.
(K. Horney, I nostri conflitti interni).

Nel corso della propria esistenza ciascuno di noi ha provato l’esperienza della solitudine e quando ci siamo confrontati con gli altri ci siamo accorti che non ne esiste solo una. Ognuno di noi ha un proprio modo di rappresentarla, di viverla e perché no, di immaginarsela. Esiste, dunque, una solitudine diversa per ognuno di noi? Penso proprio di si e, se spiegarla e descriverla non è sempre facile, un tentativo è doveroso. A tale proposito, ho voluto riportare qui di seguito le parole del Piccolo Principe per tradurre le immagini in forma scritta.

“Da te, gli uomini”, disse il Piccolo Principe, “coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano”… “E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua”… “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore”. (Saint-Exupéry, 1943, pag.108).

Se riflettiamo sulle parole del Piccolo Principe ci rendiamo conto che esse esprimono la condizione umana d’oggi: un uomo che ricerca all’esterno i significati delle cose allontanandosi sempre di più dalla fonte originaria interiore. Il Piccolo Principe lancia un messaggio di ricerca ed indica la strada, la stessa che vorrei percorrere con voi quando parliamo di solitudine.

La solitudine, per sua natura, tocca profondamente tutti gli uomini, è ineliminabile, ci accompagna per tutta la vita e per alcuni, i più fortunati, può diventare la strada della ricerca interiore. Però, la solitudine nonostante offra all’uomo innumerevoli opportunità per maturare e divenire un soggetto autonomo, è spesso ricettacolo di valenze negative. È una condizione spiacevole che spesso diventa un nemico dal quale affrancarsi a tutti i costi. Le reazioni alla solitudine sono delle più disparate. L’uomo contrappone alla solitudine un vivere caotico, un mondo costellato da relazioni, disseminato di suoni ed immagini e affastellato da azioni. Per non vivere l’esperienza della solitudine, l’uomo è disposto a tutto.

La solitudine non è solo disperazione, ma è anche speranza e forza conquistata nel riconoscimento di una propria individualità, tantevvero che esiste una felicità e/o una serenità nella solitudine.

Ed è per questo che occorre rieducare le persone alla solitudine rendendola uno strumento che permette sia di realizzare un vero incontro con il proprio sé, sia di far germogliare le emozioni che proviamo, sia di ridare valore al silenzio, come atto preparatorio al comunicare e al relazionarci con gli altri.

Spesso sentiamo parlare della paura della solitudine e poco della capacità d’essere soli. Durante il nostro sviluppo psicofisico, se non abbiamo subito dei gravi traumi, dall’infanzia ad oggi, abbiamo sperimentato, magari gradualmente, un essere soli anche in presenza dell’altro. La fiducia e l’autostima, costruite dentro di noi negli anni della crescita, ci hanno permesso di controllare la solitudine di riconoscere i sentimenti che animano la parte profonda di noi stessi e di esprimerli. La solitudine diviene, così, condizione privilegiata e da ricercarsi per aiutare l’individuo ad integrare i pensieri interni con i sentimenti e con le emozioni. Costruire un momento di solitudine e di silenzio ci aiuta a ritrovare noi stessi nell’oceano della vita.

30
mag

Come Aumentare L’Autocontrollo

“La rabbia spegne la luce della ragione. Nell’esaminare una questione importante si dovrebbe essere sereni, pacati e calmi”.

(Robert Green Ingersoll)

Quando nel cuore infuria la tempesta, fermati e aspetta il ritorno del sole! Leggi il restoRead more

12
mar

La Forza Vitale -> un Bene inesauribile

“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.” A. Einstein Leggi il restoRead more

1
gen

L’Autonomia nelle Relazioni

Amore… tutti lo conosciamo… lo desideriamo…  lo cerchiamo… lo incontriamo… lo fuggiamo! Ma nessuno riesce a darne una definizione completa ed esaustiva: sull’amore, per  fortuna, non è stata scritta o detta ancora l’ultima  parola. Leggi il restoRead more

31
ott

Il Paradosso delle Relazioni

Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti; cammina al mio fianco e saremo sempre amici” (Anonimo cinese).

Questa, credo, sia un’espressione che ben definisca un modo sano di relazionarsi. Non solo, quindi, il riconoscimento e il rispetto dell’altro, della sua essenza, della sua unicità, della sua libertà, il favorire la sua crescita, ma anche l’attribuzione di un senso di dignità al suo essere.

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2
ott

Accettiamo noi stessi

Accettiamo noi stessi

 

“L’autostima non può essere costruita dall’oggi al domani. Ogni cosa ha bisogno di tempo. Se continuerai a fare sforzi coraggiosi giorno dopo giorno, alla fine acquisterai fiducia”.

Daisaku Ikeda, da “La nuova rivoluzione umana”

La condizione basilare per riuscire a vivere secondo la nostra vera natura è quella di avere stima si sé. Per questo, dobbiamo prima di tutto accettarci e volerci bene. Ma che cosa vuol dire in realtà? Innanzi tutto, accettare e prendere consapevolezza che siamo esseri umani e come tali non possiamo essere perfetti. Ciononostante, è importante ricordare che:

Siamo unici e perfetti nella nostra imperfezione Leggi il restoRead more

22
ago

L’Autocritica

Molto diffusa nella nostra cultura, l’autocritica non è un atteggiamento veramente costruttivo. Alla base di questa abitudine, spesso troviamo la mancanza di fiducia in noi stessi, che può avere diverse origini. Essa può nascere dal fatto, per esempio, di non essere stati stimati a sufficienza durante la nostra infanzia o di aver avuto dei genitori che ci hanno chiesto troppo rispetto a quanto potevamo fornire. In effetti, i bambini costruiscono la propria autostima sulla certezza di sentirsi accettati, processo lungo e laborioso che inizia già all’interno dell’utero materno. Leggi il restoRead more